CHALLENGE | Liberty & Security



A Research Project Funded by the Sixth Framework Research Programme of DG Research (European Commission)

Home page > Challenge Activities > Work Packages > WP 8 : Effects of exceptionalism on social cohesion in Europe and (...) > Soldati, apostoli e mercanti. La nuova classe globale che esporta la (...)

Soldati, apostoli e mercanti. La nuova classe globale che esporta la democrazia liberale

lunedì 22 gennaio 2007, di Ciccarelli Roberto

imprimer

« Les races et les nations ne sont abordées que par des soldats, des apôtres et des marchands »

Paul Valéry

Soldati, apostoli e mercanti si muovono sulla carta dell’impero e tracciano i nuovi confini della guerra globale. I loro potenti vettori militari, ideologici ed economici non sono più fonti di sinistra rassicurazione, come nell’epoca della guerra fredda, ma una nuova chiamata alle armi. Le tre categorie elencate da Valéry non molto tempo fa possono essere oggi identificate in altrettanti soggetti della guerra globale: il «soldato di pace», colui cioè che «esporta la democrazia» lottando contro il terrorismo; l’operatore umanitario che ricostruisce con la sua paziente opera di apostolo della pace tra i popoli i tessuti delle società civili straziate dalla guerra; i mercanti che non sono più solo i capitalisti che piombano sulle rovine per costruire le regge dei potentati locali, ma anche coloro che governano le istituzioni multilaterali internazionali, predicano istituzionalmente lo sviluppo dei «paesi poveri» intrecciando l’obiettivo di «esportare la democrazia» con quello della lotta contro gli «Stati canaglia» che non devono rientrare nelle politiche di sostegno allo sviluppo della Banca Mondiale.

La notizia dell’elezione di Paul Wolfowitz a direttore della Banca Mondiale è un eccezionale contributo alla definizione di queste tre caratteristiche nella stessa persona. Come ha scritto Paul Krugman in un commento mordace, dopo questa nomina Wolfowitz può essere associato al più ampio piano americano di aiuto allo sviluppo economico dal Piano Marshall. Con una avvertenza: tutto ciò che d’ora in poi Wolfowitz farà riscuoterà la profonda diffidenza di tutti i paesi che hanno accesso ai fondi della Banca mondiale [1]. Perché? Teorico neoconservatore della rivoluzione geopolitica che ispira le azioni militari e di guerra di intelligencedella Casa Bianca nel quadrante mediorientale, Wolfowitz non mirerà esclusivamente a dimezzare la povertà nel mondo in tempo utile prima dell’apocalisse, ma alla chiusura del cerchio ideologico che impone, da una parte, l’uso del pugno di Dio contro gli Stati del cosiddetto «Asse del male», e dall’altro il finanziamento dello sviluppo di economie e società devastate dalle guerre (interne e internazionali) e bisognose di una ricostruzione sociale, economica e istituzionale. La teoria della «guerra preventiva» contro le potenziali minacce della sicurezza e degli interessi nazionali degli Stati Uniti nel mondo senza ricorrere a dichiarazioni di guerra contro gli Stati trova una logica saldatura nel finanziamento allo sviluppo e nella teoria del National building, la ricostruzione delle società civili e degli «stati falliti» mediorientali mediante lo strumento dell’esercito che svolge un’attività di polizia internazionale.

Word - 58 Kb
Soldati, apostoli e mercanti. La nuova classe globale che esporta la democrazia liberale

Note

[1] P. Krugman, The Ugly American Bank,The New York Times, 18 marzo 2005. Una rassegna di commenti sulla nomina di Wolfowitz alla Banca Mondiale a cura di Mattia Diletti è consultabile sul web: http://www.centroriformastato.it/crs/Testi/wolfowitz_alla_banca_mondiale:_il_multilateralismo_immaginario.


Monitorare l'attività del sito RSS 2.0 | Mappa del sito | Area riservata | SPIP | CERI CERI | CEPS CEPS | Sixth Framework Programm Sixth Framework Programm