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Un approccio globale alla migrazione per le aree orientali e sudorientali vicine all’Unione europea

martedì 22 maggio 2007, di European Commission

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Nel dicembre 2005 il Consiglio europeo ha adottato un approccio globale alla migrazione, che associa la problematica migratoria alle relazioni esterne e alla politica dello sviluppo per affrontare il vasto programma della migrazioni in maniera integrata, globale ed equilibrata in partenariato con i paesi terzi. L’approccio interessava inizialmente l’Africa e l’area mediterranea. Nelle conclusioni del dicembre 2006, il Consiglio europeo ha invitato la Commissione a «presentare proposte sul dialogo rafforzato e misure concrete» per quanto riguarda l’applicazione dell’approccio globale alle aree orientali e sudorientali vicine all’Unione europea. Con questa comunicazione la Commissione risponde a tale invito.

La comunicazione interessa principalmente le aree orientali e sudorientali vicine all’UE che, nella visione della Commissione, comprendono:

la Turchia; i Balcani occidentali (Albania, Bosnia ed Erzegovina, Croazia, ex Repubblica jugoslava di Macedonia, Montenegro e Serbia, incluso il Kosovo); i paesi partner della politica europea di vicinato (ENP) in Europa orientale (Ucraina, Moldova e Bielorussia) e Caucaso meridionale (Armenia, Azerbadjan e Georgia), e la Federazione russa.

La comunicazione propone che siano anzitutto prese in considerazione le raccomandazioni che interessano direttamente questi paesi, pur osservando che l’applicazione dell’approccio globale alle aree orientali e sudorientali vicine all’UE, secondo il concetto delle «rotte migratorie», esige che si considerino pure i paesi di origine e di transito più lontani. Propone quindi di concentrarsi anche sulle aree seguenti:

paesi partner dell’ENP in Medio Oriente (Siria, Giordania e Libano), Iran e Iraq; Asia centrale (Kazakistan, Kirgistan, Tagiskistan, Turkmenistan e Uzbekistan) e paesi d’origine asiatici come la Cina, l’India, il Pakistan, l’Afghanistan, il Bangladesh, lo Sri Lanka, il Vietnam, le Filippine e l’Indonesia.

Per questi paesi e zone, la comunicazione formula raccomandazioni per il medio e lungo periodo.

Con tutti questi paesi la Comunità ha stabilito un dialogo politico ed economico e relazioni di cooperazione nell’ambito di precisi quadri istituzionali, che riguardano di solito anche l’immigrazione. La comunicazione passa per l’appunto in rassegna questi vari contesti per singolo gruppo di paesi. In alcuni casi, il dialogo e la cooperazione sull’immigrazione e ambiti correlati (come l’occupazione e l’istruzione) sono già molto avanzati, e la comunicazione sottolinea quindi che una loro eventuale intensificazione dovrebbe basarsi sulle iniziative esistenti.

MEMO/07/195

Bruxelles, 16 maggio 2007

Source : Europa


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