martedì 22 gennaio 2008, di Palidda Salvatore
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Il Governo di Tripoli ha annunciato ieri con un comunicato stampa (diffuso dall’agenzia Jana) che «tutti gli immigrati illegali» presenti sul territorio nazionale saranno espulsi «senza eccezioni».
Si tratta, secondo una stima delle autorità libiche, di 2 milioni di persone. Tra questi numerosi richiedenti asilo e rifugiati, provenienti in maggioranza dal Corno d’Africa, donne e minori.
Da anni l’Italia e la l’UE corteggiano il dittatore libico, per il ruolo di supporto che dovrebbe svolgere nella realizzazione delle politiche restrittive in materia di immigrazione. E, per non deludere le attese, la Libia decide una deportazione di massa senza precedenti nel recente passato. Si compie così una tragedia annunciata, frutto delle scelte di esternalizzazione delle frontiere decise dall’UE e dai suoi Stati membri. Scelte condivise dall’Italia e dai suoi governi di centro-destra e di centro-sinistra.
Il Ministro dell’interno Amato ha stipulato il 29 dicembre scorso un accordo di pattugliamento congiunto col Ministro degli Esteri libico Abdurrahman Mohamed Shalgam. Accordo che prevede anche il trasferimento di risorse economiche al Governo di Tripoli, con le felicitazioni del Commissario Frattini (peraltro ex- resp. al gov. Berlusconi dei servizi segreti nel periodo dei voli CIA).