Bellu Giovanni Maria
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14 giugno 2005
C’è un dubbio fondamentale: non è certo che egli esista. Alcune testimonianze fanno ritenere di sì. Per esempio, la senatrice Tana de Zulueta sostiene di avergli parlato, un avvocato afferma addirittura d’essere in possesso di un documento firmato da lui. Indizi pesanti. Eppure altri elementi fanno propendere per la tesi dell’inesistenza. Il più importante di tutti è l’incondizionata fiducia che si deve avere nella sensibilità del nostro governo in materia di diritti umani. Infatti, se per ipotesi si dimostrasse l’esistenza al mondo di Mohamed Salim (e d’altri cinquantatré migranti approdati a Lampedusa assieme a lui) bisognerebbe concludere che il nostro paese ha, rispetto ai diritti umani, un atteggiamento un po’ distratto.