CHALLENGE | Liberty & Security



A Research Project Funded by the Sixth Framework Research Programme of DG Research (European Commission)

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Italiano


  • Convegno internazionale sullo scambio e la conservazione dei dati

    13 agosto 2008, di Challenge
    Come organizzare la protezione dei dati in presenza dei nuovi strumenti tecnici sviluppati per rispondere alle attuali esigenze di sicurezza?
  • Il ruolo delle Corti nella lotta al terrorismo : una comparazione angloamericana

    15 mars 2008, par Bassu Carla.
    Analyse comparative du rôle des tribunaux dans la lutte contre le terrorisme au Royaume Uni et aux Etats-Unis. Au Royaume Uni, le terrorisme n’est pas un phénomène nouveau : le peuple et les institutions britanniques ont dû affronter depuis près de trente ans les attaques de la frange la plus violente du mouvement indépendantiste d’Irlande du Nord. Au niveau législatif, le « Terrorism Act 2000 » (loi sur le terrorisme) est entré en vigueur en février 2001, il sera renforcé, après le 11 septembre, par le très controversé « Anti-terrorism, Crime and Security Act 2001 ».
  • Migranti = terroristi, una terribile semplificazione

    14 février 2008, par Del Re Emanuela C.
    Depuis le 11 septembre, les pays occidentaux tentent d’assimiler les flux d’immigrés avec des organisations terroristes. Analyse de l’attitude des Européens et des Américains dans cet amalgame qui risque de dévier vers le racisme.
  • Spagna et Italia nel tragico domino degli sbarchi

    13 février 2008, par Coslovi Lorenzo
    Rome et Madrid sont devenues les sentinelles d’une « forteresse Europe » assaillie par les immigrés. Le renforcement des contrôles en Méditerranée a donné des résultats importants, même s’il n’est pas parvenu à rendre les frontières imperméables. L’importance de la Libye et du Maroc dans ce nouveau dispositif de régulation.
  • Deportazioni di massa di migranti diposte dalle autorita’ libiche

    22 gennaio 2008, di Palidda Salvatore
    Il Governo di Tripoli ha annunciato ieri con un comunicato stampa (diffuso dall’agenzia Jana) che «tutti gli immigrati illegali» presenti sul territorio nazionale saranno espulsi «senza eccezioni».
  • Un approccio globale alla migrazione per le aree orientali e sudorientali vicine all’Unione europea

    22 maggio 2007, di European Commission
    Nel dicembre 2005 il Consiglio europeo ha adottato un approccio globale alla migrazione, che associa la problematica migratoria alle relazioni esterne e alla politica dello sviluppo per affrontare il vasto programma della migrazioni in maniera integrata, globale ed equilibrata in partenariato con i paesi terzi. L’approccio interessava inizialmente l’Africa e l’area mediterranea. Nelle conclusioni del dicembre 2006, il Consiglio europeo ha invitato la Commissione a «presentare proposte sul dialogo rafforzato e misure concrete» per quanto riguarda l’applicazione dell’approccio globale alle aree orientali e sudorientali vicine all’Unione europea.
  • I campi per stranieri in Italia

    27 febbraio 2007, di Studi emigrazione
    Dossier consacré aux camps pour étrangers en Italie : des camps de concentration pendant la deuxième guerre mondiale, aux camps de transit pour réfugiés dans l’immédiat après-guerre ; on passe ensuite aux camps d’accueil et de rééducation pour nomades, puis à l’accueil des «boat people» vietnamiens, pour arriver en 1998 à l’institution des «Centres de permanence temporaire et d’assistance - CPTA» qui servent à la rétention administrative de l’immigration illégale. Ces centres fermés sont emblématiques de la condition triste et précaire des immigrés qui tentent de pénétrer en Europe.
  • Burn Baby burn : guerra e politica dei banlieusards

    19 febbraio 2007, di Quadrelli Emilio
    Pendant près d’un mois, la guerrilla urbaine des banlieues a tenu tête aux forces de l’ordre en novembre 2005. Comme toutes les formes de guerrilla et de résistance, elle a pu se maintenir grâce au soutien et à la solidarité d’une bonne partie de la population.
  • Internamenti cpt e altri campi

    5 febbraio 2007, di Conflitti globali
    Se guardate attentamente la cartina riprodotta nell’apertura di questo numero, potete farvi un’idea dell’Europa in gabbia. Circa duecento strutture dedicate all’internamento, al controllo e all’identificazione dei migranti. Non solo in Europa, ma anche nei paesi candidati e aspiranti all’ingresso nella Ue, nei tributari, come Marocco, Algeria e Tunisia, e in quelli con cui l’Europa intrattiene relazioni complesse, oscillanti tra la connivenza e il sospetto, come la Russia di Putin. La cartina ricorda irresistibilmente la dislocazione delle legioni e delle guarnigioni all’epoca in cui l’impero romano, ancora unificato, cominciava a mettersi sulla difensiva, diciamo da Marco Aurelio in poi.
  • Soldati, apostoli e mercanti. La nuova classe globale che esporta la democrazia liberale

    22 gennaio 2007, di Ciccarelli Roberto
    Soldati, apostoli e mercanti si muovono sulla carta dell’impero e tracciano i nuovi confini della guerra globale. I loro potenti vettori militari, ideologici ed economici non sono più fonti di sinistra rassicurazione, come nell’epoca della guerra fredda, ma una nuova chiamata alle armi. Le tre categorie elencate da Valéry non molto tempo fa possono essere oggi identificate in altrettanti soggetti della guerra globale: il «soldato di pace», colui cioè che «esporta la democrazia» lottando contro il terrorismo; l’operatore umanitario che ricostruisce con la sua paziente opera di apostolo della pace tra i popoli i tessuti delle società civili straziate dalla guerra; i mercanti che non sono più solo i capitalisti che piombano sulle rovine per costruire le regge dei potentati locali, ma anche coloro che governano le istituzioni multilaterali internazionali, predicano istituzionalmente lo sviluppo dei «paesi poveri» intrecciando l’obiettivo di «esportare la democrazia» con quello della lotta contro gli «Stati canaglia» che non devono rientrare nelle politiche di sostegno allo sviluppo della Banca Mondiale.
  • La favola della sicurezza : Un dialogo tra filosofi antichi e un sociologo

    27 dicembre 2006, di Dal Lago Alessandro
    Da quando le FF.SS sono state scorporate in un certo numero di società autonome raccolte sotto la sigla Trenitalia, la qualità dei viaggi in treno è drammaticamente peggiorata. Convogli soppressi all’ultimo momento, ritardi continui, coincidenze impossibili, vagoni sporchi, gelati o torridi, toilette nauseanti o perennemente chiuse, prezzi aumentati, vessazioni di ogni tipo. In cambio, però, le stazioni hanno visto la comparsa di gente dall’aria truce, abbigliata in tenuta da sommossa urbana e armata di pistola e manganello. Sono le forze di sicurezza privata ingaggiate dalle ferrovie per proteggerci. Così, al danno continuo si è aggiunta la beffa. Il servizio è pessimo, ma è sicuro. Ovviamente, il costo della sicurezza ricade sui viaggiatori.
  • Gestione delle questioni in materia di asilo - iniziativa della Commissione per rafforzare la cooperazione pratica tra gli Stati membri

    27 marzo 2006, di European Commission
    Nella comunicazione sul rafforzamento della cooperazione pratica, approvata oggi, la Commissione ha illustrato il modo in cui gli Stati membri dovrebbero rafforzare la collaborazione in materia di asilo in vista della realizzazione di un sistema UE completamente armonizzato. La comunicazione precisa un programma di lavoro per la cooperazione operativa tra gli Stati membri che dovrebbe migliorare l’efficienza e la qualità dei regimi degli Stati membri in materia di asilo.
  • «Fare dell’Europa uno spazio di libertà e sicurezza»

    22 febbraio 2006, di Frattini Franco
    Le politiche di giustizia, libertà e sicurezza sono al centro dei dibattiti in Europa e nel cuore dei cittadini europei. Il costituirsi dello spazio Schengen ha aperto i nostri territori ma al tempo stesso ci ha mostrato che l’UE è tuttora un’Unione di Stati membri con 25 corpi di polizia, 25 apparati giudiziari, 25 politiche d’immigrazione ecc. Se vogliamo veramente raggiungere il nostro obiettivo di un territorio comune per le persone, come siamo giunti a un mercato comune per le merci, dobbiamo creare un autentico spazio di libertà, di sicurezza e di giustizia per i nostri cittadini.
  • La metamorfosi del guerriero

    2006, di Conflitti globali
    Quando le truppe delle diverse nazioni belligeranti cominciarono a massacrarsi nell’estate del 1914, le loro divise erano per lo più quelle di trent’anni prima. Con l’eccezione degli inglesi, che avevano rinunciato da tempo alla tradizionale giubba rossa in favore del kaki, tutti gli altri mantenevano i segni esteriori di un modo di combattere che non esisteva più. I belgi portavano ancora il kepì e le spalline con le nappe, mentre i tedeschi avevano ancora l’elmo con il chiodo della guerra franco-prussiana. I russi erano abbigliati con la tipica tunica contadina e il berretto con visiera della guerra con i giapponesi. I francesi avevano il lungo cappotto rimboccato e spesso i pantaloni rossi del 1870. I copricapo della cavalleria erano vari e bizzarri come si conveniva a un’arma considerata ancora la più nobile, mentre i corazzieri portavano ancora la corazza e il cimiero con la coda di cavallo.
  • fronti/frontiere

    2006, di Conflitti globali
    Conflitti globali 2
  • La paura, lucrosa rendita della politica

    21 novembre 2005, di Bonelli Laurent
    L’8 gennaio scorso, il Midi Libre rivelava che a Nîmes la Polizia nazionale e i vari servizi statali di assistenza sociale decentralizzata avevano creato, insieme al locale Ufficio di collocamento, uno schedario condiviso in rete, sulla base delle informazioni dei loro archivi relative a 179 adolescenti «in difficoltà». Le informazioni diffuse, molto dettagliate, riguardavano sia eventuali precedenti di questi giovani, sia la classe frequentata, gli aiuti sociali concessi e il loro comportamento in occasione di interviste individuali...
  • La Commissione propone una strategia di cooperazione con i paesi terzi nel settore della libertà, sicurezza e giustizia

    18 ottobre 2005, di European Commission
    La Commissione europea ha adottato oggi una comunicazione dal titolo «Una strategia sulla dimensione esterna dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia». La comunicazione illustra le principali sfide esterne che quello spazio dovrà fronteggiare e individua i settori fondamentali su cui dovrà incentrarsi l’azione con i paesi terzi: diritti umani, consolidamento istituzionale e buona governance, migrazione, asilo e gestione delle frontiere, lotta contro il terrorismo e la criminalità organizzata, insieme con i principi per orientare tale cooperazione: differenziazione geografica, partenariato e flessibilità.
  • La Commissione propone di migliorare lo scambio delle informazioni sulle politiche nazionali di asilo e immigrazione nell’Unione

    12 ottobre 2005, di European Commission
    La Commissione ha presentato oggi una proposta di decisione del Consiglio che introduce una procedura di informazione reciproca sulle misure nazionali nei settori dell’asilo e dell’immigrazione aventi un impatto potenziale sugli altri Stati membri. La proposta nasce dalla constatazione che l’assenza di controlli alle frontiere nello spazio Schengen e il graduale sviluppo di politiche comuni di asilo e immigrazione abbiano accentuato la necessità di uno scambio tempestivo delle informazioni, e di una discussione, sulle misure nazionali che gli Stati membri elaborano o intendono adottare nei settori dell’asilo e dell’immigrazione.
  • Io, clandestino a Lampedusa

    10 ottobre 2005, di Gatti Fabrizio
    Ripescato in mare e rinchiuso nel centro di permanenza temporanea, l’inviato dell’Espresso Fabrizio Gatti ha vissuto una settimana con gli immigrati in condizioni disumane. E’ stato poi liberato con il foglio di via.
  • La Commissione adotta un importante pacchetto di misure nel campo dell’immigrazione e dell’asilo

    3 ottobre 2005, di European Commission
    Tra le misure adottate in data odierna figurano la proposta di direttiva su norme comuni in materia di rimpatrio e tre comunicazioni, rispettivamente sull’integrazione, sui programmi di protezione regionale e sulla migrazione e lo sviluppo. Si tratta di un passo importante verso la realizzazione degli obiettivi annunciati nel piano d’azione dell’Aia, adottato dal Consiglio in giugno, e verso una strategia equilibrata nel campo della migrazione e dell’asilo.

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